Fondaco Pellegrini-Venuti
Fondaco Pellegrini-Venuti
Masseria fortificata del XVIII secolo, edificata sui resti dell’antico monastero basiliano dei SS. Cosma e Damiano del XI secolo, censita dall’Istituto Italiano dei Castelli fra le opere fortificate calabresi (I.P.C.E. n. 25). Posto al centro dell’istmo di Catanzaro, il centro aziendale ha la struttura di un piccolo borgo. L’ingresso è costituito da un imponente arco rinascimentale in muratura e pietra granitica, da cui hanno origine tre serie di antichi fabbricati, una dei quali dà ospitalità agli alloggi agrituristici, con 2 appartamenti di 50 mq ciascuno, dotati ciascuno di cucina-soggiorno e bagno. Un’ampia area dello stesso edificio è stata dedicata a location per eventi, con ampio salone e cucina self-catering. Il fabbricato si affaccia su un’area verde con prato ornamentale, di circa un ettaro, contornata da querce secolari. Un viale interno collega l’area con un Casale a due torri, che domina l’antica via di passaggio dei pellegrini da occidente ad oriente. Al primo piano del Casale è in fase di realizzazione un appartamento per ospitalità agrituristica. Dal casale, lambendo un antico colonnato dei monaci, attraverso un bosco di querce (sughere, cerri, lecci), si accede ad un promontorio panoramico, con vista sul golfo di S. Eufemia, su cui insistono i resti dell’originaria chiesetta dei monaci basiliani, di cui si può ammirare la tipica tricora, area attualmente adibita a spazio teatrale per eventi culturali e musicali. A valle, collegata al centro aziendale da una rete di sentieri, ai piedi di un platano orientale millenario, sgorga l’antica fonte di acqua sorgiva (la sorgente dei monaci) che ha dato origine a tutti gli insediamenti umani dell’area. Nel perimetro dell’azienda è presente l’attuale chiesa rurale dei SS. Cosma e Damiano ove, a fine Settembre, si celebrano i festeggiamenti in onore dei Santi. L’azienda vanta antiche tradizioni come centro agricolo e manifatturiero. Era attiva sia per la produzione di tegole, mattoni e piastrelle di terracotta che per la produzione di stoviglie e ceramiche artistiche, di cui è possibile ammirarne i manufatti, insieme ad un’esposizione di antichi attrezzi agricoli. E’ inoltre presente in azienda un antico lavatoio idraulico delle sanse delle olive, recentemente ristrutturato, splendido e raro esempio di archeologia agro- industriale meridionale.
GSTGNN60B22H501Y
Distanza dal centro
2 km
Trattamento
I trattamenti previsti:Solo pernottamento
Posizione
Collina
Servizi
- Agriturismo
- Lingua inglese
- Pernottamento
Contatti
FONDACO PELLEGRINI-VENUTI
Indirizzo: Loc. Piano Snc 88020 Cortale CZ
Telefono: 334.6232448
Email: gianni.agosteo@alice.it
Sito: non disponibile
Territorio Piana di Lamezia
Foto di copertina Piana del Monaco
DESCRIZIONE
Il territorio ricade nella la Piana di Lamezia, una delle più ampie e fertili pianure calabresi. Si estende alle spalle dell’omonimo golfo da cui la separano chilometri di ampie spiagge sabbiose. Un tempo sommersa dal mare, fu in seguito caratterizzata dalla presenza di vaste distese di boschi. Geomorfologicamente è una pianura alluvionale che si estende per 120 Kmq, compresa fra il promontorio di Capo Suvero a nord e la foce del fiume Angitola a sud. In questo punto, che è il più stretto dell’Italia, solo poco più di trenta chilometri di terra separano la costa tirrenica da quella jonica, nelle giornate più limpide dall’alto dei promontori è possibile ammirare contemporaneamente, i due golfi, quello di Squillace ad oriente, quello di Sant’Eufemia ad occidente. Laa catena costiera, costituita dai Monti del Reventino, dal monte Mancuso e dal monte Sant’Elia fanno da cornice al golfo di Sant’Eufemia, da cui sono ben visibili le isole Eolie. Il centro urbano più grande della zona è il comune di Lamezia Terme, nato dall’agglomerazione amministrativa di tre preesistenti comuni, Nicastro, Sambiase e Sant’Eufemia, ognuno dei quali ha una storia diversa e antica.
Da visitare
I segni delle varie dominazioni e civiltà succedutesi sono ben evidenti nel patrimonio archeologico, artistico e culturale dell’intera area. Nel comune di Maida sono stati ritrovati manufatti risalenti al Paleolitico; nel Parco Archeologico dell’antica Terina a Nocera Terinese, inaugurato nel 2016, si possono ammirare i resti di edifici dell’epoca magno-greca e la complessa struttura di raccolta e utilizzo dell’acqua piovana, dell’antica cittadina; a Cortale si trova il monastero basiliano del 1070, intitolato a San Michele e ai SS. Anargiri (i santi Cosma e Damiano), di epoca medievale-bizantino; al periodo tardo-medievale, risale la Chiesa di San Rocco, a Girifalco; questa fu edificata accanto ad una fontana, secondo la leggenda, costruita dal diavolo, ma in realtà opera di scalpellini, che la adornarono con simboli gnostici, in contrasto con la stessa Chiesa . All’epoca spagnola del Regno delle Due Sicilie risale il Bastione dei Cavalieri di Malta, perfettamente conservato, nei pressi di Gizzeria Lido; si tratta di una torre a pianta rettangolare, eretta, per volontà del viceré Don Pedro da Toledo, dai Cavalieri di Malta, l’ordine di San Giovanni Gerosolimitano, che in quel periodo controllava un lungo tratto di costa, dalla foce del Savuto fino al torrente Turrina. Ben più di una semplice sosta meritano le Terme di Caronte a Lamezia Terme, apprezzate dagli antichi popoli che in questi luoghi dimorarono; trattasi di sorgenti di acqua sulfurea che naturalmente raggiunge i 39 gradi, ubicate a pochi chilometri dal mare, in una vallata circondata da foreste secolari di castagni, querce e pini.
Sport e natura
Tutto il golfo di Sant’Eufemia con le sue larghe spiagge è meta di tanti turisti, attratti dal mare azzurro e cristallino. La ventosità della costa, soprattutto nei pressi di Gizzeria e Lamezia Terme, è divenuta fonte di attrazione, tanto da rendere la zona il paradiso di coloro che praticano il kite-surf, e il windsurf, richiamando campioni ed appassionati da tutto il mondo.
Storia e cultura
L’omerico racconto definì questa zona come “costa dei Feaci”; infatti, la storia lega questo territorio alla narrazione contenuta nell’Odissea, secondo cui, il naufrago Ulisse venne gettato sull’impervia costa degli Dei, nei pressi dell’odierna Capo Vaticano e cercando riparo in una zona più pianeggiante, percorrendo la foce di un fiume, presumibilmente l’Amato, giunse appunto nella piana di Lamezia. Numerosi sono i ritrovamenti che testimoniano un antico passato, risalente al periodo della Magna Grecia in Calabria, in primis i resti dell’antica cittadina di Terina. Questa fu presumibilmente fondata fra il VI e il V sec. a.C. da coloni Crotoniati che dal mar Ionio intendevano espandersi verso il mar Tirreno, nella valle alluvionale del torrente Bagni, nei presso della frazione di Sant’Eufemia. L’antica Terina aveva raggiunto sicuramente un grande splendore, come attestato dalle monete ritrovate negli scavi archeologici, alcune delle quali recanti l’effige della ninfa Ligea, ritrovata, secondo la leggenda, sulle sponde del golfo di Sant’Eufemia. La città probabilmente, era frequentata per la presenza delle terme di acque sulfuree, ancora oggi molto affollate. Successivamente, come molte delle città magno-greche in Calabria, cadde sotto il dominio dei Siracusani fra il V e il IV sec. a.C.; i Bruzi la conquistarono nel III sec. a.C., per poi passare nel 272 a. C. sotto il potere di Roma, al termine della guerra contro Taranto e finire annientata da Annibale nel 203 a.C.. Oltre all’evidente influenza greca, sono presenti nel territorio, influenze normanne e tardo medievali, fino a quelle borboniche.
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