Azienda agrituristica il Mancino
Azienda agrituristica il Mancino
L’azienda pratica l’agricoltura biologica (certificato AIAB dal 1992) e si estende su un territorio di 18 ettari coltivati a ortivi, alberi da frutta, olivi, seminativi e vigneto. Per chi desidera soggiornare in azienda, offriamo agli ospiti confortevoli mini appartamenti (2-4 posti letto) con cucina e bagno, e con aria condizionata. Gli appartamenti sono situati nel verde dell’ oliveto aziendale e vicino al punto ristoro. L’azienda trasforma le uve di propria produzione nella nuova cantina aziendale (ubicata in prossimità del Punto Ristoro) dotata di Sala Degustazione. Produce e commercializza vini rossi e bianchi.
CS-137617 36-23
Distanza dal centro
6 km
Trattamento
I trattamenti previsti:AgriristoroSolo pernottamento
Posizione
Collina
Servizi
- Agriristoro
- Agriturismo
- Bancomat e carte credito
- Biciclette
- Fattoria didattica
- Giochi all'aperto
- Lingua inglese
- Pernottamento
- Vendita/degustazione prodotti
Fattoria didattica
La fattoria didattica si propone di far apprendere e sperimentare ai ragazzi le fasi della produzione agricola sviluppandone così la sensibilità ambientale, promuovendo l’idea del lavoro eco-sostenibile e dell’educazione alimentare e sottolineando l’importanza del cibo genuino per un’alimentazione salutare. Sono previsti diversi laboratori che affiancano alla visita alle attività aziendali il lavoro creativo con educatori su materiale testuale e visivo. Inoltre con l’ausilio di esperti gli utenti produrranno alimenti derivanti dalle materie prime (farina, olio, etc..). Tali prodotti saranno preparati, cucinati e degustati nel pranzo della stessa giornata.
Il laboratorio “La Giornata dell’Ulivo” si propone di far conoscere il comparto olivicolo, la raccolta delle olive e la produzione dell’olio, nonché di approfondirne le qualità organolettiche e l’uso nella storia.
Il laboratorio “La Giornata della vite” si propone di far conoscere il comparto vitivinicolo attivo a partire dal 2006 quando ha aderito al Piano Integrato di Filiera dei Vini della Calabria Citra. Per poter ottenere dei vini di qualità è stata costruita una cantina razionale con tini raffreddati, una pigia-diraspatrice ed una pressa pneumatica di ultima generazione.
Il laboratorio “dal Grano alla tavola” si propone di mostrare la produzione, lavorazione e trasformazione del Grano con focus sulla trasformazione della farina in pane, pizza e pasta fresca tradizionale. L’azienda produce Grano tenero, varietà Bologna, su una superficie di 4 ha. Insieme a G.A.S. Utopie Sorridenti ha dato vita al progetto “Il Seme Che Cresce”, che si occupa di far conoscere e sviluppare il processo dalla semina alla trasformazione.
Altri laboratori costruiti sulla produzione agricola riguardano la coltivazione e trasformazione di ortaggi tipici come ad esempio la melanzana, mostrando tramite un percorso gastronomico e geografico come l’ortaggio sia alla base di numerose ricette tipiche di molti paesi mediterranei. Da qui nasce l’idea del “tour gastronomico del mediterraneo”. Esso si propone come attività didattica che interseca gastronomia, storia, geografia e letteratura dei paesi mediterranei, sottolineando similitudini e differenze delle diverse tradizioni culinarie locali.
Il percorso zootecnico si avvale della collaborazione di aziende limitrofe per mostrare le tecniche dell’allevamento di capre con relativa produzione casearia, e dell’allevamento delle api con produzione di miele.
Si propongono infine laboratori meno legati alla produzione ed incentrati sull’ ambiente naturale: – visita nel bosco con spiegazioni sulle erbe spontanee e la diversità biologica; – fotografia paesaggistica
Utenza
1- Alunni di scuole elementari e delle scuole medie. A questo soggetto si propongono attività di esperienza diretta ricollegate alle materie scolastiche normalmente studiate a scuola (scienza, italiano, storia, geografia) tramite l’espressione personale e artistica.
2- Alunni di scuola superiore. Per studenti frequentanti l’istituto agrario si prevede un offerta didattica più approfondita sulle tecniche di coltivazione, raccolta e trasformazione. Per studenti dell’istituto alberghiero l’approfondimento riguarderà invece la qualità del cibo cucinato e condito con prodotti biologici. Per gli studenti liceali la proposta didattica investe il piano letterario, storico e artistico con excursus e approfondimenti sulla cultura agricola in diversi contesti storici e culturali
3- Disabili. Per questo soggetto la proposta didattica si incentra su percorsi cognitivo- sensoriali tramite i quali veicolare conoscenze e competenze in modo fruttuoso.
4- Minori provenienti da particolari contesti di tutela come case famiglia, carceri minorili, progetti SPRAR. La proposta didattica è uguale a quella proposta alle classi scolastiche ma calibrata sulla specificità del soggetto in modo da rispondere a bisogni particolari derivanti dalla condizione che vive; si intende far acquisire conoscenze e competenze sviluppando contemporaneamente il senso di inclusione sociale e aumentando nel soggetto la percezione delle proprie potenzialità positive.
Attività
FASE 1 – Visita alle attività di produzione.
Gli utenti saranno accolti in azienda e accompagnati nella visita alle attività agricole sul campo alle quali parteciperanno attivamente ricevendo spiegazioni sulle tecniche di coltivazione e sulla botanica.
A seconda del prodotto preso in esame sono previste visite ad aziende limitrofe che lavorano alla trasformazione dei prodotti.
Le visite terminano al punto ristoro dell’agriturismo Il Mancino dove sarà servito il pranzo il cui menù verrà concordato anticipatamente e farà largo uso dei prodotti precedentemente studiati.
FASE 2 – Percorsi didattici
I singoli percorsi sono costruiti diversamente a seconda del tipo di utenza e sviluppano con diverse tecniche gli aspetti culturali e/o scientifici legati alle produzioni agricole e alla conoscenza della natura.
Contatti
AZIENDA AGRITURISTICA IL MANCINO
Indirizzo: C.da Mancino 87018, San Marco Argentano CS
Telefono: 098 41717756 – 333 6506499
Email: mazzeiluigi@libero.it
Sito: www.agriturismoilmancino.it
Pagina Facebook: @AgriturismoIlMancino
Cosenza e la Valle del Crati
DESCRIZIONE:
La maggior parte dei comuni del territorio si affaccia nella vallata del fiume Crati, punto nevralgico dello sviluppo dell’area. Il fiume, il più grande della regione per lunghezza (circa 90 km) e bacino (2240 km quadrati), nasce nel cuore della Sila Grande, sul versante occidentale dell’altopiano silano, dal monte Timpone Bruno, a 1742 metri d’altezza. Scende successivamente a valle, verso Cosenza che fu eretta proprio laddove incontra il fiume Busento, uno dei suoi maggiori affluenti insieme al Mucone e all’Arente, provenienti dalla riva destra, ed ai torrenti Turbolo e Cucchiato che solcano, invece, la riva sinistra. Lungo il suo corso, in prossimità di Tarsia, il Crati forma un lago artificiale, originatosi per effetto della diga omonima, che oggi costituisce una importante riserva regionale. Oltre tale sbarramento prosegue la sua corsa verso la Piana di Sibari, dove è rinforzato da un altro affluente, il fiume Coscile, prima di sfociare nel Mar Ionio, all’altezza della Marina di Sibari compresa fra i comuni di Villapiana e Schiavonea di Corigliano Calabro. La vallata del Crati da sempre ha rivestito un’importanza strategica soprattutto per lo sviluppo dell’agricoltura; infatti, nel corso degli anni molte furono le popolazioni che vi si insediarono, attratte dalla fecondità della valle. Fra queste la più numerosa è rappresentata dagli albanesi che nel XV sec. d. C., per sfuggire alle persecuzioni degli ottomani, abbandonarono la madre patria spinti dal condottiero Giorgio Castriota, detto Skandeberg.
DA VISITARE:
L’elenco delle bellezze da visitare è ragguardevole poiché tanti sono i centri storici arroccati come presepi monumentali, attorno ad un castello; molti di questi furono costruiti in epoca normanna o tardo medievale, a seguito di un opera di incastellamento, che soprattutto i normanni intrapresero, intorno all’ XI sec., a difesa dei territori da loro conquistati.
Resti di questo importante passato sono ben visibili nella stessa Cosenza, con il suo magnifico castello. Nella città, di grande interesse è non solo l’antico passato ma anche il patrimonio artistico di anni più recenti, ben rappresentato dal museo all’aperto, allestito lungo il corso principale, con opere di Manzù, De Chirico, Dalì, Consagra e Greco, donate dal filantropo Domenico Bilotti, cosentino di nascita. Di grande rilevanza è il Ponte di Calatrava, denominato “Ponte di San Francesco di Paola”, splendida opera architettonica che, con i 104 m. di altezza della sua antenna, è il più alto d’Europa.
Fra i centri storicamente più importanti ricordiamo: San Marco Argentano, il cui castello è adornato con la torre detta di Drogone e dove è ancora ben conservata l’abbazia della Matina; Altomonte, con il suo borgo medievale e la cattedrale trecentesca di Santa Maria della Consolazione; Spezzano Albanese con i resti del Castello di Scribla, una delle prime fortificazioni normanne; Terranova da Sibari con il pregevolissimo castello Spinelli, costruito e rimaneggiato più volte e oggi visibile nella sua ristrutturazione risalente al XVII sec.. Inoltre, beni di importanza storico-architettonica sono da ammirare in tutti i comuni dell’area, dal centro abitato di San Fili, edificato su una roccia, all’Abbazia cistercense della Sambucina a Luzzi. Da non perdere le comunità arbereshe di San Martino di Finita e Santa Sofia D’Epiro che, come minoranza linguistica riconosciuta, hanno mantenuto intatte da secoli, non solo le costruzioni, soprattutto degli edifici di culto, ma anche le tradizioni, gli usi e i costumi dell’antica madre patria Albania, prevalentemente legate alla professione dell’ortodossia religiosa.
Sport e natura
I paesaggi urbani si alternano a quelli naturalistici e fra quest’ultimi, da segnalare sono sicuramente i laghi di Fagnano Castello, una serie di piccoli bacini naturali contornati da faggete e che dal 2000 sono stati riconosciuti come “Sito di Importanza Comunitaria - SIC”, scenario ideale per passeggiate ed escursioni, fino alle pendici del Monte Caloria (1183 m.). Un’interessante iniziativa è il “trekking urbano”, inaugurato da qualche anno nella città di Cosenza, che si configura come una serie di passeggiate guidate, lungo percorsi programmati, accompagnati da racconti di storie e di antiche leggende.
Storia e cultura
In questi luoghi la cultura è veramente ricchissima e la storia piena di eventi fondamentali per l’intera nazione. Un ruolo di primo piano è rivestito dalla città di Cosenza, che fu occupata nel 330 a.C. da Alessandro d’Epiro, zio del famoso Alessandro Magno, accorso in aiuto dei Tarantini contro i Lucani, ma trovò la morte nell’allora Pandosia, località nei pressi dell’odierna Castrolibero, comune limitrofo a Cosenza. Nel 410 d.C. subì l’invasione dei Visigoti di Alarico, che dopo il saccheggio di Roma, nel suo viaggio verso l’Africa trovò la morte nei pressi di Cosenza e fu sepolto nell’alveo del fiume Busento, da cui ancora oggi si narra la leggenda del mitico tesoro con cui pare fosse stato sepolto a cavallo dai suoi soldati.
Nei secoli successivi conobbe le invasioni bizantine (IX sec.), ma il massimo splendore lo raggiunse in epoca svevo-normanna. L’influenza normanna è ben visibile in tutta l’area, fra i luoghi maggiormente interessati merita più di una menzione San Marco Argentano, le cui sorti sono legate a Roberto il Guiscardo il quale nel 1048 la trasforma in una città fortificata per dirigere le manovre militari, ma che ne determinò anche l’importanza politico- strategica della cittadina.
Cosenza nel XVI sec. divenne la culla culturale del mezzogiorno, qui ebbe i natali e vi lavorò fino alla morte il filosofo e naturalista Bernardino Telesio. La città sortì poi alterne fortune fino a moti mazziniani del 1844, che ebbero il triste epilogo con la fucilazione dei fratelli Bandiera.
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