Bio Fattoria Sociale Marinello
La bio Fattoria sociale Marinello è il frutto di un progetto di sviluppo aziendale che punta alla differenziazione dei prodotti, nell’intento di realizzare un’ agricoltura multifunzionale che incrementi le risorse economiche, la qualità produttiva e contemporaneamente si caratterizzi per l’offerta di servizi alla persona. L’azienda è ubicata nel Comune di Cervicati e si estende su una superficie di circa 21 Ha. Sono presenti diversi fabbricati, tra cui: l’abitazione del proprietario (dove si svolge anche l’attività agrituristica), un vecchio casolare ristrutturato dove si svolge l’attività didattica, un laboratorio di trasformazione dei prodotti agricoli, un fabbricato dove si svolgono attività artigianali con annessa saletta polivalente, un capannone per ricovero attrezzi, una stalla e ricoveri per suini e avicoli. La ristorazione è destinata agli ospiti che pernottano. La cucina è tipicamente locale e segue l’alternarsi della stagioni.
ATTIVITA’ PRODUTTIVE
Si producono cereali e ortaggi e si coltivano vite, ulivo e fico; sono presenti, inoltre, piccoli allevamenti di avicoli, suini e conigli. Mediante l’attività di trasformazione si produce olio, vino, fichi essiccati e lavorati, marmellate e conserve . Dal 2009 l’azienda è certificata biologica. La commercializzazione dei prodotti avviene tramite vendita diretta, GAS (Gruppi di acquisto solidale) e vendita on line.
CS-143261 135-95
Distanza dal centro
4 km
Trattamento
I trattamenti previsti:Solo pernottamentoPernottamento e ColazionePernottamento e pranzo-cena
Posizione
Collina
Servizi
- Agriristoro
- Agriturismo
- Biciclette
- Degustazioni guidate
- Fattoria didattica
- Giochi all'aperto
- Lingua inglese
- Pernottamento
- Pernottamento e colazione
- Pernottamento pranzo/cena
- Vendita/degustazione prodotti
- Wi-Fi
Fattoria didattica
La Fattoria didattica è un servizio che offre la possibilità di partecipare alle attività quotidiane della fattoria seguendone la stagionalità e di contattare, in modo diretto, l’ambiente,il paesaggio rurale e la sua storia.
Il servizio che si propone è l’accompagnamento alla visita guidata in azienda con la presentazione di una o più produzioni o tematiche ecologiche e di educazione alimentare.
A tal fine sono proposte differenti attività sia teoriche, come le descrizioni dei processi naturali e produttivi, sia laboratoriali. Tra le attività didattiche-laboratoriali si prevedono esercitazioni al “fare” agricolo (potatura, concimazione, raccolta, …); semplici trasformazioni di prodotto (succhi di frutta, marmellate, pane, ..); realizzazione o decorazione di semplici oggetti artigianali (cesti, oggetti in ceramica o cartapesta,…); escursione naturalistica e terapeutica (osservazione naturalistica e attività di rilassamento e integrazione psicocorporea all’aperto); visita al “Museo della storia, dell’agricoltura e della campagna” (attrezzi, foto, video, …); attività espressive che consentano agli ospiti di elaborare creativamente le conoscenze acquisite (grafismo, colore, collage, scrittura creativa, danza e teatro).
Tutte queste attività si integrano in un percorso guidato che può durare una mattinata, una intera giornata, con il pasto che può offrire ulteriori spunti didattici, oppure più giorni (disponendo sia di alcuni posti letto in azienda, che della collaborazione con altre strutture agrituristiche del territorio). Si profila come specifica proposta turistica.
La Fattoria Didattica rappresenta, nel progetto di sviluppo dell’azienda, un primo passo verso la differenziazione dei prodotti aziendali, nell’intento di realizzare una agricoltura multifunzionale che si caratterizzi prevalentemente per l’offerta di servizi sociali che offrano risposte specifiche a differenti fasce della popolazione: educativi, socioeducativi, rieducativi e terapeutici.
Fattoria Sociale
ATTIVITA’ SOCIALI
Le attività svolte nella biofattoria Marinello sono finalizzate essenzialmente all’integrazione sociale e rivolti a differenti fasce della popolazione, con particolare riferimento ai giovani esposti al disagio e al rischio di esclusione sociale. La fattoria diventa così un luogo educativo, socioeducativo, rieducativo e terapeutico. L’azione coinvolge altre aziende del territorio e soggetti del privato sociale ed è finalizzata allo sviluppo del territorio rurale, valorizzando le sue risorse ambientali e socio-culturali. Nello specifico, vengono realizzati percorsi di formazione finalizzati all’inserimento lavorativo, tirocini formativi e attività di turismo sociale. Vengono svolte, inoltre, attività psico-socio terapeutiche che coinvolgono diverse tipologie di utenti, tra cui persone adulte con handicap mentale e/o fisico o con problemi psichiatrici, detenuti/ex detenuti, minorenni con handicap fisico/mentale o con problemi comportamentali.
Da anni sono attivi rapporti di collaborazione e/o partenariati con: ASP, Istituti di Pena, Enti locali (Comuni, Province, Regioni), Università/Enti di ricerca, Associazioni del volontariato/Associazioni di familiari, Cooperative sociali, Opere religiose, Imprese agricole e Reti territoriali.
Contatti
BIO FATTORIA SOCIALE MARINELLO
Indirizzo: Contrada Marinello 43 - 87010 Cervicati CS
Telefono: 0984.524244 Mobile: 335 82 60 658
Email: info@fattoriamarinello.it
Pagina Facebook: Bio-Fattoria-Sociale-Marinello
Cosenza e la Valle del Crati
DESCRIZIONE:
La maggior parte dei comuni del territorio si affaccia nella vallata del fiume Crati, punto nevralgico dello sviluppo dell’area. Il fiume, il più grande della regione per lunghezza (circa 90 km) e bacino (2240 km quadrati), nasce nel cuore della Sila Grande, sul versante occidentale dell’altopiano silano, dal monte Timpone Bruno, a 1742 metri d’altezza. Scende successivamente a valle, verso Cosenza che fu eretta proprio laddove incontra il fiume Busento, uno dei suoi maggiori affluenti insieme al Mucone e all’Arente, provenienti dalla riva destra, ed ai torrenti Turbolo e Cucchiato che solcano, invece, la riva sinistra. Lungo il suo corso, in prossimità di Tarsia, il Crati forma un lago artificiale, originatosi per effetto della diga omonima, che oggi costituisce una importante riserva regionale. Oltre tale sbarramento prosegue la sua corsa verso la Piana di Sibari, dove è rinforzato da un altro affluente, il fiume Coscile, prima di sfociare nel Mar Ionio, all’altezza della Marina di Sibari compresa fra i comuni di Villapiana e Schiavonea di Corigliano Calabro. La vallata del Crati da sempre ha rivestito un’importanza strategica soprattutto per lo sviluppo dell’agricoltura; infatti, nel corso degli anni molte furono le popolazioni che vi si insediarono, attratte dalla fecondità della valle. Fra queste la più numerosa è rappresentata dagli albanesi che nel XV sec. d. C., per sfuggire alle persecuzioni degli ottomani, abbandonarono la madre patria spinti dal condottiero Giorgio Castriota, detto Skandeberg.
DA VISITARE:
L’elenco delle bellezze da visitare è ragguardevole poiché tanti sono i centri storici arroccati come presepi monumentali, attorno ad un castello; molti di questi furono costruiti in epoca normanna o tardo medievale, a seguito di un opera di incastellamento, che soprattutto i normanni intrapresero, intorno all’ XI sec., a difesa dei territori da loro conquistati.
Resti di questo importante passato sono ben visibili nella stessa Cosenza, con il suo magnifico castello. Nella città, di grande interesse è non solo l’antico passato ma anche il patrimonio artistico di anni più recenti, ben rappresentato dal museo all’aperto, allestito lungo il corso principale, con opere di Manzù, De Chirico, Dalì, Consagra e Greco, donate dal filantropo Domenico Bilotti, cosentino di nascita. Di grande rilevanza è il Ponte di Calatrava, denominato “Ponte di San Francesco di Paola”, splendida opera architettonica che, con i 104 m. di altezza della sua antenna, è il più alto d’Europa.
Fra i centri storicamente più importanti ricordiamo: San Marco Argentano, il cui castello è adornato con la torre detta di Drogone e dove è ancora ben conservata l’abbazia della Matina; Altomonte, con il suo borgo medievale e la cattedrale trecentesca di Santa Maria della Consolazione; Spezzano Albanese con i resti del Castello di Scribla, una delle prime fortificazioni normanne; Terranova da Sibari con il pregevolissimo castello Spinelli, costruito e rimaneggiato più volte e oggi visibile nella sua ristrutturazione risalente al XVII sec.. Inoltre, beni di importanza storico-architettonica sono da ammirare in tutti i comuni dell’area, dal centro abitato di San Fili, edificato su una roccia, all’Abbazia cistercense della Sambucina a Luzzi. Da non perdere le comunità arbereshe di San Martino di Finita e Santa Sofia D’Epiro che, come minoranza linguistica riconosciuta, hanno mantenuto intatte da secoli, non solo le costruzioni, soprattutto degli edifici di culto, ma anche le tradizioni, gli usi e i costumi dell’antica madre patria Albania, prevalentemente legate alla professione dell’ortodossia religiosa.
Sport e natura
I paesaggi urbani si alternano a quelli naturalistici e fra quest’ultimi, da segnalare sono sicuramente i laghi di Fagnano Castello, una serie di piccoli bacini naturali contornati da faggete e che dal 2000 sono stati riconosciuti come “Sito di Importanza Comunitaria - SIC”, scenario ideale per passeggiate ed escursioni, fino alle pendici del Monte Caloria (1183 m.). Un’interessante iniziativa è il “trekking urbano”, inaugurato da qualche anno nella città di Cosenza, che si configura come una serie di passeggiate guidate, lungo percorsi programmati, accompagnati da racconti di storie e di antiche leggende.
Storia e cultura
In questi luoghi la cultura è veramente ricchissima e la storia piena di eventi fondamentali per l’intera nazione. Un ruolo di primo piano è rivestito dalla città di Cosenza, che fu occupata nel 330 a.C. da Alessandro d’Epiro, zio del famoso Alessandro Magno, accorso in aiuto dei Tarantini contro i Lucani, ma trovò la morte nell’allora Pandosia, località nei pressi dell’odierna Castrolibero, comune limitrofo a Cosenza. Nel 410 d.C. subì l’invasione dei Visigoti di Alarico, che dopo il saccheggio di Roma, nel suo viaggio verso l’Africa trovò la morte nei pressi di Cosenza e fu sepolto nell’alveo del fiume Busento, da cui ancora oggi si narra la leggenda del mitico tesoro con cui pare fosse stato sepolto a cavallo dai suoi soldati.
Nei secoli successivi conobbe le invasioni bizantine (IX sec.), ma il massimo splendore lo raggiunse in epoca svevo-normanna. L’influenza normanna è ben visibile in tutta l’area, fra i luoghi maggiormente interessati merita più di una menzione San Marco Argentano, le cui sorti sono legate a Roberto il Guiscardo il quale nel 1048 la trasforma in una città fortificata per dirigere le manovre militari, ma che ne determinò anche l’importanza politico- strategica della cittadina.
Cosenza nel XVI sec. divenne la culla culturale del mezzogiorno, qui ebbe i natali e vi lavorò fino alla morte il filosofo e naturalista Bernardino Telesio. La città sortì poi alterne fortune fino a moti mazziniani del 1844, che ebbero il triste epilogo con la fucilazione dei fratelli Bandiera.
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