Il pero selvatico
Il pero selvatico
Nel cuore del golfo di Squillace, circondato da rigogliosi giardini, sorge l’Agriturismo Il Pero Selvatico. Curatissimi spazi verdi si perdono, oltre il vecchio abbeveratoio, fino a fondersi con la vegetazione spontanea della macchia mediterranea. Sullo sfondo, la linea blu dello Ionio con le sue infinite, intense sfumature ed i resti dell’antica basilica normanna. La struttura, costruita nel ‘700 con la tipica tecnica del “cocciopesto”, appartiene da generazioni all’antica famiglia Mazza ed era parte integrante della grande ed estesa proprieta’ che ospitava la casa padronale, oggi Museo, e l’adiacente Parco Archeologico di Scolacium (Skilletion), riportato alla luce sin dagli anni ’60.La sala ristorante comunica con un vasto portico al centro del quale troneggia un raro ed antico torchio a due viti, testimone della lunga tradizione imprenditoriale di famiglia. Cornici eleganti e raffinate, ideali per trascorrervi occasioni speciali ed eventi unici.Le sale interne finemente arredate consentono di ospitare ricevimenti eleganti ed esclusivi. Tutto e’ curato nei particolari, dai dettagli floreali agli allestimenti ricercati che diventano unici per ogni ricevimento. La grande cucina modernamente allestita con attrezzature professionali consnete la creazione di menu’ raffinatiMomenti di assoluto relax si susseguono nell’affascinante salotto arredato in stile che, col tavolo da biliardo e l’ampio camino a due fronti, richiama vecchie e calde atmosfere.La sala pianoforte, con il piccolo salotto, evoca sensazioni raffinate e seducenti dove le calde note della musica si accompagnano alla degustazione di distillati pregiati e talvolta di sigari di prima qualita’.Dall’antico fabbricato, dopo un accurato restauro che mostra sensibilita’ e rispetto per il passato, sono state ricavate inoltre 10 ampie camere da letto con bagno, che aprono su un “corridoio” verde. Per andare incontro alle esigenze degli ospiti, oltre agli ampi spazi comuni adibiti a ristorazione, svago, meeting e convegni, trovano posto un bar e una piccola sala internet.La posizione strategica rende agevole lo spostamento nei piu’ vari luoghi d’interesse, a due passi dal quartiere Marinaro di Catanzaro e dalla citta’ di Soverato.
Distanza dal centro
0,6 km
Trattamento
I trattamenti previsti:Solo pernottamentoPernottamento e Colazione
Posizione
Mare
Servizi
- Agriturismo
- Bancomat e carte credito
- Lingua inglese
- Pernottamento
- Pernottamento e colazione
- Vendita/degustazione prodotti
- Wi-Fi
Contatti
IL PERO SELVATICO (GRALVA)
Indirizzo: Scylletion S.c.n. 88021 Borgia CZ
Telefono: 0961.955153 - 393-5975591
Email: info@ilperoselvatico.it
Sito: www.ilperoselvatico.it
Pagina Facebook: ilperoselvaticoagriturismo
Territorio “Costa degli Aranci”
DESCRIZIONE:
Il percorso si snoda lungo il golfo di Squillace sul Mar Jonio ed è delimitato da due fiumi, il Tacina a nord e lo Stilaro a sud. Percorrendo la costa, ci si trova dinanzi alle spiagge bianchissime di Botricello, Montepaone e Soverato, alle coste frastagliate di granito bianco di Caminia nel comune di Stalettì, alle grotte marine e agli splendidi fondali, dimora di molte specie, quali i cavallucci marini, al largo della costa di Soverato. Questo paesaggio fa da corollario all’importante sito archeologico di Scolacium e alle rovine di Copanello, con le famose vasche di Cassiodoro.
Da visitare: Il litorale è uno dei più interessanti della regione, da nord con Botricello, Cropani e Sellia Marina fino a sud con Isca sullo Jonio e Badolato Marina. Spiagge bianchissime che si alternano a insenature e baie frastagliate, habitat ideale di spigole, saraghi e cernie. Promontori rocciosi, come quelli di Copanello e Caminia, che si stagliano nelle acque cristalline dello Jonio, dove è possibile ammirare le famose “vasche di Cassiodoro”, utilizzate dagli antichi romani per allevare le murene; oppure la marina di Squillace con le sue spiagge bianche, sovrastate da un borgo medievale, a 344 metri di altitudine.
Infine Soverato, definita “la perla dello Jonio”, il paradiso dei cavallucci marini, in modo particolare di due specie (Hippocampus hippocampus e Hippocampus guttulas) rarissime e ad altissimo rischio di estinzione, inseriti nella rete CITES (Convention on International Trade and Endagered Species of Wild Flora and Fauna); tali specie, sono protette dall’istituzione del Parco Marino Regionale, denominato “Baia di Soverato”. Nella cittadina, una manifestazione degna di nota è il Magna Grecia film festival, che si organizza ogni estate e dove sono presentati film di levatura nazionale ed internazionale. Da non perdere, inoltre, l’antico borgo di Badolato con le sue mura medievali, erette nel XIII secolo e i resti del castello fortificato, dello stesso periodo.
Sport e natura
Il mare limpido e cristallino con un fondale ricco di pesci è l’ideale per gli amanti di snorkeling. Ovviamente le diverse spiagge della zona permettono la pratica di molti sport acquatici, anche se si suggerisce agli appassionati di evitare quelli che prevedono l’impiego di natanti a motore, per preservare i fragili ecosistemi della zona, prevalentemente nell’area del parco marino di Soverato.
Storia e cultura
La zona ha un’antichissima origine, come testimonia il parco archeologico di Scolacium, nel comune di Roccelletta di Borgia, dove si possono visitare le rovine dell’antica colonia romana, sovrapposta ad un precedente insediamento greco, nei pressi del fiume Corace. Una prima presenza romana risale al periodo Giulio-Claudio; successivamente fu fondata una nuova colonia nel periodo Nerviano, intorno al 96-98 d.C. La Scolacium del periodo romano conobbe un grande sviluppo, non solo in campo economico, ma anche architettonico ed urbanistico; ben evidenti sono le tracce nei ruderi del Foro, del teatro e dell’anfiteatro romano. Non molto lontano si erge la cittadina di Squillace, addirittura citata da Virgilio nell’Eneide, l’antica “Skylletion”, la cui fondazione risale presumibilmente all’VIII secolo a.C.. Non distante, si trova l’area di Copanello legata alla figura di Cassiodoro, teologo ed enciclopedico, nato e vissuto nel periodo bizantino. La decadenza dell’area inizia intorno al VI secolo d.C. e al periodo dell’invasione saracena intorno al 902 d. C. Di grande rilevanza nell’ area, è senza dubbio l’antica tradizione del baco da seta, che prevalentemente nel comune montano di San Floro, si tramanda dal XII secolo. Anticamente era così rinomata da far parlare di “una via della seta” calabrese, un corridoio che collegava la costa tirrenica a quella jonica, attraverso la città di Catanzaro. Molte famiglie della zona producevano, infatti, la seta grezza, che poi veniva tessuta nelle botteghe artigiane catanzaresi. Probabilmente questa tradizione è un lascito del dominio bizantino prima e arabo poi. I filatori venivano chiamati “katartarioi”, parola di origine greca riconducibile al verbo katartizen, che significava preparare, ma anche lavorare; ciò è particolarmente indicativo di quanto fosse importante la seta in questi luoghi, tanto da diventare la parola stessa, sinonimo di lavoro. Il massimo dello splendore di questa attività fu raggiunto intorno al 1500-1600; in tale periodo, infatti, la fama di San Floro, arrivò fino alla corte di Francia, dove parlare della seta catanzarese significava parlare di un prodotto pregiatissimo, unico al mondo. Oggi di quegli antichi splendori rimangono poche botteghe artigiane che comunque continuano a realizzare un prodotto di altissima qualità, riservato ad una nicchia di intenditori.
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